I disegni di Chaval

Che Chaval sia da considerarsi uno dei grandi della vignetta umoristica è fuori discussione. Ma qual’è l’essenza, il segreto del suo umorismo? Lo stesso Chaval ci può aiutare a definirlo.

L’umorismo è la cortesia della disperazione

Se i miei disegni sono migliori degli altri, è perché vanno fino in fondo: distruggono tutto. Ma essi vanno fino in fondo perché ci vado anch’io, e perché anch’io mi distruggo.

Ma le sue vignette, sebbene lui lo credesse, non distuggono tutto: le sue creature, i suoi personaggi che “vivono lo spazio di un mattino” in un solo disegno, possono essere ridicoli, assurdi, grotteschi: ma conservano sempre la una loro deformata umanità, pietosa, se vogliamo, ma degna della nostra pietà, sollecitata (anzi provocata) da una precisione assoluta di tratto, una precisione “crudele” (secondo Maurice Duverger), e inconfondibile.

In fondo Chaval è un tenero misantropo: i suoi omini sono il raffinato risultato di una delle più alte dissacrazioni grafiche del mito dell’homo sapiens, trionfatore del suo ambiente, vincitore del cosmo, dominatore dgli eventi: ma proprio perché gli omini di Chaval sono dei vinti potenziali qualinque cosa intraprendano, si distaccano dalla follia reale di noi homines sapientes per tornare a essere uom9ini concreti, smitizzati, in balia di forze avverse, preda di altri uomini; uomini di un istante, sia pure, fermati in una sola vignetta, di cui non conosciamo il passato e di cui il futuro non ci interessa. Ma con un loro presente splendidamente umano.

Guardando le vignette

Un esempio in una delle vignette che presentiamo, è raffigurata una plaza de toros: dalla porta da cui dovrebbe uscire il toro, esce invece un enorme gorilla. Torero e picadoras fuggono a gambe levate .

Situazione folle, certo; situazione surreale, certo. Ma quegli omini, che di fronte a un “impossibile fatto della natura” fuggono, ci muovono a riso, e a pietà; non sono più gli eroi spavaldi delle corride di Hemingway che, immaginiamo, avrebbero forse anche affrontato, e vinto, il gorilla: sono solo dei poveracci che non capiscono cosa succede, e che quindi scappano.

Meritano un cenno anche gli animali protagonisti di tante vignette di Chaval: tori , cavalli, cani, leoni, scimmie ecc.: animali non visti nella maniera antropomorfa di Walt Disney e altri, ma bestie che hanno la “umana bestialità degli uomini, e insieme la “bestiale umanità” degli animali: ma allora, che differenza viene a esserci tra uomini e animali?

Possiamo dire, con Jean Lacouture, che “l’uomo di Chaval vuol fare la bestia. Non riesce a fare l’uomo. Tanto peggio per lui, e per noi”.

(dalla prefazione del libro, non firmata)

Le vignette che appaiono nel volume sono tratte dai volumi “L’homme”, ed. Albin Michel, Paris 1979 e “L’animalier”, ed. Albin Michel, Paris 1970.

AutoreIvan Francis LeLouarn (Chaval)
TitoloI disegni di Chaval
EditoreGarzanti
Anno1973

Alessandro

Palex è ideatore e condirettore della rivista di umorismo e satira Buduàr. Da più di 30 anni crede di essere un autore satirico. Per non contraddirlo gli hanno assegnato alcuni premi, tra cui il Dattero d'Argento al Salone dell'Umorismo di Bordighera nel 1987.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *